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Garantire alle minoranze consiliari gli strumenti necessari per svolgere le loro funzioni 21/04/2017    PERMALINK

Quale spunto di riflessione, proponiamo questa mozione della consigliera provinciale Donata Borgonovo Re:



C
ONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Trento, 23 gennaio 2017

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio provinciale

SEDE

Proposta di MOZIONE n. 524

GARANTIRE ALLE MINORANZE CONSILIARI DEI COMUNI TRENTINI

GLI STRUMENTI NECESSARI PER SVOLGERE LE LORO FUNZIONI ISTITUZIONALI

Da quando il legislatore dei primi anni '90 ha scelto di disciplinare la vita degli enti locali rafforzando il ruolo di Sindaci ed esecutivi, il lavoro dei Consigli comunali ha subito una trasformazione significativa che, naturalmente con le dovute eccezioni, ha spesso coinciso con un indebolimento del ruolo dell'organo collegiale e dei suoi componenti. Soprattutto nei Comuni di minori dimensioni, la perdita di centralita' del Consiglio nei processi decisionali ha talvolta comportato una radicalizzazione stereotipata dei comportamenti dei Consiglieri: quelli di maggioranza ridotti ad avallare con il proprio voto orientamenti e scelte alla cui definizione non hanno partecipato ne contribuito, quelli di minoranza ridotti a contrastare tali scelte. I primi vincolati da un rapporto di fiducia con l'esecutivo che si considererebbe 'tradito' se venissero espressi dubbi, proposte alternative o voti negativi, i secondi condannati ad essere sempre "contro"...

Se le maggioranze riescono a trovare modalita' di maggior coinvolgimento e di maggior partecipazione dei Consiglieri ai percorsi di formazione delle decisioni amministrative, individuando luoghi e occasioni di scambio di informazioni e di condivisione delle conoscenze, le minoranze si trovano spesso ingabbiate non solo in una (spesso voluta) asimmetria informativa che ne limita significativamente le possibilita' di lavoro, ma anche in una marginalita' istituzionale che ne mortifica il senso profondo. All'inizio degli anni '50 Piero Calamandrei scriveva: "Tutti sanno che l'opposizione e' la forza animatrice delle democrazie". Senza una "dialettica di ragionati contrasti" una democrazia non vive ne agisce come tale. Dunque, il ruolo delle minoranze consigliari e' fondamentale per la vita delle amministrazioni locali: mortificare ed esacerbare chi questo ruolo concretamente riveste significa escludere una componente fondamentale del sistema rappresentativo, con il conseguente indebolimento (se non proprio perdita) di valore del senso stesso della democrazia. Ne e' riprova il fatto che al momento delle elezioni amministrative vi sono Comuni nei quali si presenta una sola lista perche' non si trova chi sia disponibile a presentarne una seconda.

Per un'adeguata partecipazione alla vita politico-amministrativa del Comune, tuttavia, e' necessario che i Consiglieri tutti (e quelli di minoranza in modo particolare) abbiano accesso non solo alle informazioni utili allo svolgimento del loro mandato, ma a tutte quelle conoscenze fondamentali di tipo istituzionale e di tipo funzionale senza le quali diviene impossibile svolgere con efficacia i propri compiti. Quindici anni fa era stato predisposto, a tale scopo, un Vademecum del consigliere comunale che presentava in modo ordinato e chiaro il lavoro del Consiglio, il ruolo dei Consiglieri e gli strumenti che l'ordinamento mette a loro disposizione. Numerosi erano poi stati i momenti formativi finalizzati ad assicurare agli eletti (soprattutto se al loro primo mandato) le necessarie conoscenze legislative, regolamentari e statutarie, ma non si e' riusciti a dare continuita' a questi percorsi. Eppure, non possiamo negare che amministratori competenti e preparati diano migliori garanzie di qualita' dell'azione amministrativa e del funzionamento complessivo delle istituzioni locali.

Per i Consiglieri di minoranza la preparazione e la competenza sono ancor piu' necessarie perche' il loro compito di vigilanza sull'attivita' svolta dall'esecutivo risulta naturalmente accentuato e se viene esercitato con puntualita' e rigore tecnico (prima ancora che politico) costituisce un prezioso ausilio per lo svolgimento dei processi decisionali. Certamente, le maggioranze tendono ad ignorare o a disconoscere il valore istituzionale delle minoranze e generalmente mal ne sopportano i richiami, le contestazioni o le proposte alternative. "La logica dell'esecutivo "onnipotente" tale da spingere Sindaci, maggioranze consigliari e gli stessi Segretari comunali - che pure dovrebbero pienamente svolgere il proprio ruolo di garanti della legittimita', correggendo e non assecondando gli errori dell'esecutivo- a considerare le minoranze un fastidioso impiccio. Sembra quasi che il dialogo, la discussione, il confronto reciproco costituiscano inutili freni ad una efficiente e tempestiva capacita' decisionali e non, invece, preziosi strumenti di democrazia e fondamentali ausili ad una piu' completa, consapevole, condivisa lettura dell'interesse pubblico". Cosi' scriveva la Difensore civico nella sua Relazione annuale del 2005, analizzando le numerose richieste giunte al suo ufficio da parte di minoranze consigliari cui veniva reso particolarmente difficile l'esercizio del loro ruolo in seno all'amministrazione comunale di appartenenza.

"Naturalmente, l'Ufficio non e' mai intervenuto quando la questione riguardava il merito dell'azione politica ed amministrativa condotta dall'esecutivo dell'Ente (...). Il Difensore civico interviene pero' in tutte quelle situazioni in cui non siano correttamente rispettate le norme legislative, statutarie o regolamentari cui deve attenersi il funzionamento dell'organo rappresentativo e, complessivamente, l'azione dell'amministrazione comunale. In mancanza di una cultura del dialogo, si vorrebbe che almeno le regole venissero rispettate perche' si tratta di regole poste a garanzia dei diritti e delle prerogative di soggetti, i Consiglieri di minoranza, preposti alla cura di interessi pubblici" (2005, pag. 54).

Sebbene quindi il Difensore civico garantisca, oggi come ieri, ai Consiglieri un intervento a tutela delle loro prerogative se illegittimamente violate dalle amministrazioni, rimane da valutare in che modo sostenere l'azione delle minoranze fornendo loro adeguati supporti conoscitivi e formativi che ne qualifichino stabilmente le funzioni. E' noto come tale compito non possa essere svolto dal Consorzio dei Comuni che, in quanto struttura di servizio degli Enti associati, si rapporta con i Sindaci e risponde alle richieste che i Sindaci presentano. Dunque, se anche le minoranze consigliari volessero porre quesiti in uno dei numerosi settori presidiati dagli esperti del Consorzio, non potrebbero farlo direttamente ma dovrebbero presentare la richiesta al loro Sindaco; l'esito dipendera' dalla qualita' delle relazioni personali e istituzionali, ma anche dal contenuto dell'istanza- troppe variabili che rendono incerto l'uso del possibile strumento.

Non si puo' neppure pensare di affidare solo ai partiti politici il compito di fornire regolarmente ai Consiglieri quel sostegno tecnico e informativo di cui necessitano: nella maggior parte dei Comuni la presenza di liste civiche (sia al governo, sia all'opposizione) ha spostato al di fuori dei partiti la dialettica tra cittadini, eletti ed istituzione comunale. Rendendo necessario attivare nuovi e diversi strumenti di supporto e spingendo semmai le minoranze consigliari a coordinarsi tra loro, su dimensioni territoriali, per condividere esperienze e conoscenze e per sostenersi reciprocamente.

Tutto cio' premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta

1) Ad individuare espressamente forme e luoghi di supporto alla funzione dei Consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di minoranza, presso il servizio autonomie locali ed eventualmente in collaborazione con il servizio regionale competente;

2) Ad intensificare e rafforzare i percorsi di formazione ed aggiornamento per i Consiglieri comunali, in collaborazione con il Consorzio dei Comuni;

3) A riferire entro sei mesi alla Commissione consigliare competente in merito alle iniziative avviate ed alle loro ricadute rispetto al funzionamento dei Consigli comunali ed alla qualita' dei rapporti tra maggioranze e minoranze consigliari.

Cons.ra Donata Borgonovo Re

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