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Mozione presepi - Blog Insieme per Pine'
Mozione presepi 06/01/2016

La Lega Nord ritira la mozione sui presepi nelle scuole; determinanti le argomentazioni della assessora Sighel e di Insieme per Pine'. Di seguito il testo degli interventi


Intervento assessora Giuliana Sighel


Ecco alcune fotografie che ritraggono i presepi e gli alberi di Natale allestiti nelle scuole presenti nel nostro comune.

   
Scuola Primaria Baselga


Come possibile vedere in tutte le scuole sono stati allestiti i simboli del Natale, presepe e albero di Natale ma quello che piu' conta sono state svolte delle riflessioni sul senso di questa festa, quest'anno il lavoro svolto nelle scuole del nostro istituto comprensivo riguardava lo spreco con la conseguente attenzione da riservare ai poveri, agli ultimi a chi non possiede nulla. I genitori della scuola primaria di Baselga hanno raccolto parecchi scatoloni di cibo che sono stati consegnati alla mensa dei poveri di padre Fabrizio, che ha incontrato tutti i bambini spiegando cio' che viene fatto ogni giorno a Trento per i nullatenenti.

Come tutti gli anni in occasione dei mercatini natalizi sono stati raccolti alla scuola secondaria di primo grado circa 1300 euro che saranno devoluti all'associazione Amici Trentini per l'adozione a distanza di cinque ragazzi indiani, mentre alla scuola primaria di Baselga sono stati raccolti 1400 euro devoluti in parte a Padre Modesto Todeschi, missionario di Monte Sover che opera in Burundi, in parte all'associazione Flores de Guatemala che opera in favore dei bambini, e all'associazione mucopolisaccoridosi, malattia rara da cui e' affetto un nostro alunno, anche alla scuola primaria di Miola sono stati raccolti fondi per l'associazione Ciao Namaste' del Nepal. Non solo nelle scuole ma anche nelle case di riposo si sono fatte delle festicciole natalizie con l'esibizione di cori, a Pergine poi sono stati inviati dei pacchi dono per gli ospiti che erano residenti nel nostro comune prima del ricovero, non sono mancati i canti e le rassegne canore nelle nostre chiese che hanno visto impegnati i nostri cori: Costalta, scuola musicale, Cantori di Seregnano.

Ricordo l'importante rassegna del Paes dei presepi a Miola, patrocinata dal nostro comune, anche quest'anno sono stati moltissimi i presepi allestiti.



 
Scuola Primaria Miola
 
 

Scuole media Baselga


 


Villa Alpina


 Scuole Media Baselga

Credo quindi che nella nostra comunita' non manchino i simboli e le manifestazioni in occasione del Natale.


Ma chiediamoci quale sia il senso autentico del Natale, sicuramente per un credente questa e' una delle feste piu' importanti, anche se la Pasqua a livello teologico e' piu' importante ancora, in quanto rappresenta la vittoria della vita sulla morte e la possibilita' di risorgere a nuova vita. Io credo che sicuramente il Natale sia la festa del dono che fa Dio all'uomo, Lui dona il suo figlio, dona se stesso, ora a noi spetta il compito di accoglierlo, ecco quindi il valore dell'accoglienza dell'incontro, con l'altro. Questo il senso del Natale, questi i valori della tradizione cattolica: la fraternita', l'amore verso il prossimo, la carita' la misericordia, la tolleranza.

 

    


Crocifissi in classe



Allora se sono questi i valori in cui crediamo ritengo che non sia un semplice presepe o un crocifisso a poterli diffondere. Quindi chiediamoci se questo voler imporre un simbolo sia un atto portatore di pace o se invece sia un mezzo per creare spaccature e divisioni all'interno della nostra comunita'.

Passando ai crocifissi possiamo sicuramente affermare che in molti dei nostri locali pubblici sono presenti, queste sono le aule della nostra scuola di Miola dove in ogni aula vi e' il crocifisso, anche alla scuola primaria di Baselga in molte aule i crocifissi ci sono, sono stati appesi su richiesta dei genitori, di chi ha manifestato un certo tipo di sensibilita'

Non credo che noi in quanto istituzione dobbiamo obbligare la scuola all'esposizione di un crocifisso ma credo che si debba lavorare, tutti insieme, perche' i valori cristiani e di civilta' diventino realta'.

Non riteniamo dunque opportuno accogliere la mozione in quanto si basa sull'analisi di una realta' non rispondente alla nostra, dove come abbiamo visto i presepi si fanno e i crocefissi vengono esposti e le persone di fede islamica residenti non sono 'tagliagole dell'isis' ma pacifiche famiglie che anche in occasione dell'ultima festicciola natalizia della scuola primaria di Baselga hanno preparato dolci tipici dei loro paesi di provenienza da condividere con tutta la comunita'.


Ricordo infine che il valore della cultura religiosa cattolica e' gia' stato assicurato dallo stato italiano, attraverso i patti Lateranensi del 1929 e il concordato del 1984, che prevedono l'insegnamento della religione cattolica in tutte le scuole, lasciando la liberta' ad ognuno di avvalersene o meno.


Assessora Cultura ed Istruzione

Giuliana Sighel



Intervento di Insieme per Pine'


Ringraziamo il consigliere Giovannini per aver introdotto nella discussione di questo consiglio comunale un tema di sicuro di interesse e di grande attualita'. Dal crocifisso e presepi il tema pu0' infatti essere esteso ed svolto in un'accezione piu' ampia includendo il problema della convivenza fra diverse culture, tradizioni, e comportamenti di vita quotidiana.

La domanda che ci si pone e', se e fino a che punto dobbiamo consentire/tollerare il mantenimento di tradizioni a noi aliene e se e fino a che punto dobbiamo condizionare il nostro modo di essere a seguito della presenza di persone di cultura e tradizioni diverse dalla nostra.

La questione riguarda la sfera personale, investendo il comportamento e i sentimenti dei singoli cittadini, ma e' anche fonte di dibattito e di diversa interpretazione nella giurisprudenza degli stati europei.

Per esempio, il principio di laicita' consacrato dalla Costituzione italiana ha un'accezione inclusiva dei valori comuni e comunemente accettati nei quali e con i quali si esprime la nostra societa', e che possono anche trovare la loro sintesi in un simbolo, quale il crocefisso.

Viceversa nell'ordinamento francese, nel quale si ha un'accezione escludente e si vieta pertanto l'esposizione e l'ostentazione di simboli religiosi in luoghi pubblici.


Quindi, un tema senz'altro di grande attualita' che meriterebbe un'ampia discussione anche in un consiglio comunale.


L'argomento pero' e' presentato qui, in questa mozione, in maniera strumentale, con una premessa se non altro confusa, quando non meschina e mistificatoria, in quanto manifestamente indirizzata non tanto a conseguire lo scopo proclamato, quanto piuttosto il suo esatto contrario.


Conoscendo il consigliere e la sua famiglia, mi immagino si trovi perfino lui in imbarazzo nell'adempiere alle disposizione del suo partito. E' evidente che questa mozione e' stata scritta da qualcuno completamente ignaro del contesto in cui viviamo, direi un non trentino, sicuramente non pinaitro, che vorrebbe imporre comportamenti e modi di vita diversi da quelli che sono propri della nostra tradizione e della nostra storia (si veda a questo proposito l'intervento dell'assessora Sighel).

Il richiamo a nuove etnie sul suolo italiano e' fatto senza considerare che la societa' trentina e' da sempre multietnica, e se vogliamo dirla tutta, fra le etnie ufficialmente riconosciute, quella italiana non puo' probabilmente nemmeno vantare la primogenitura (altro che suolo italiano).


Ma veniamo al merito.


Nella mozione si fa credere che i musulmani abbiano criticato 'aspramente e con foga' la presenza dei simboli religiosi nella scuola e nei luoghi pubblici. Cio' non ci risulta e per quanto a nostra conoscenza i ricorso ufficiali contro l'esposizione dei simboli religiosi nelle scuole o nei luoghi pubblici sono stati fatti da italiani.

Famoso e' il caso Lautsi c/Italia, la cui definitiva sentenza emessa dalla Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha sancito definitivamente che l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche delle scuole pubbliche italiane non comporta una violazione del diritto di liberta' di educazione dei genitori.

T.A.R. e Consiglio di Stato avevano precedentemente respinto il ricorso ritenendo che, il Regio Decreto n. 1297 di data 26.04.1928, includendo il crocefisso tra gli arredi delle aule scolastiche, non confliggesse con il principio di laicita' dello Stato.

Secondo la Grande Corte il crocefisso, oltre ad avere un significato religioso, simboleggia i principi e i valori che fondano la democrazia e la civilizzazione occidentale. Ciu' li pone di fatto al di fuori di ogni conflitto ideologico e per questo se ne giustifica la presenza nelle aule scolastiche.


Piu' che fare una battaglia sulla loro presenza, si dovrebbe invece pretendere che venga conosciuto, diffuso e professato il loro significato profondo, una consapevolezza che sembra a noi piuttosto carente nella premessa della mozione che stiamo discutendo.


La croce, come doppia congiunzione di punti diametralmente opposti, e' il simbolo dell'unita degli estremi (per esempio cielo e terra), della sintesi, della misura, dell'incontro, della mediazione, della condivisione. Le prime notizie storiche sull'uso della croce come simbolo risalgono alla civita' Babilonese, ma l'uso della croce come simbolo e' noto anche in culture ind e buddiste dell'India e della Cina.

Oggigiorno, il crocifisso e', senza dubbio, un simbolo religioso. Ma e' altrettanto certo pero', il fatto che, nelle societa' di antica cristianita' come quella italiana/europea, esso costituisca l'espressione di una storia, di una tradizione, di una cultura, in breve di una identita' che si e' forgiata nel corso dei secoli.

La societa', e la scuola italiana, come quella della maggior parte degli Stati d'Europa, sono aperte alla liberta' religiosa e alla presenza di tutte le fedi e le confessioni religiose. I popoli europei, come ogni altro popolo del mondo, non devono nascondere le proprie radici ne occultare le proprie tradizioni, anche perche' in ogni parte del mondo l'Europa e' conosciuta come la fonte della razionalita', del diritto, della fede cristiana che ha promosso la liberta' e la dignita' dell'uomo come valori universali e prezioso patrimonio dell'umanita'.

Secondo Natalia Ginzburg, il crocifisso rappresenterebbe tutti questi valori, perche' prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo stabilire la solidarietu'u' fra gli uomini.

Su questi valori si e' modellato e ne e' rimasto intriso il diritto di molti dei paesi europei. Secondo Italo Mancini, perfino l'anticlericale rivoluzione francese collega i diritti umani ai principi evangelici e ne esalta l'essenza nel proclamare liberte, egalite, fraternite


Se non comprendiamo e sposiamo questo significato, non ha senso esporre il simbolo, che sia il crocifisso piuttosto che la nativita'.


Pertanto


Ritenendo la premessa a questa mozione non condivisibile, frutto di una mistificazione dei veri valori che quei simboli rappresentano, contraria al messaggio evangelico di amore verso il prossimo e ai principi e i valori che fondano la democrazia e la civilizzazione occidentale, se ne auspica il ritiro e in subordine si sollecita il voto contrario anche dei componenti della minoranza.


Claudio Ioriatti

Capogruppo Insieme per Pine'


Post inserito da Claudio Ioriatti Insieme per Pine

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