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Doppia preferenza di genere - Blog Insieme per Pine'
Doppia preferenza di genere 24/05/2016

Uno di soli undici: il perche' del mio voto favorevole alla doppia preferenza di genere


Esprimo innanzitutto il mio personale apprezzamento nei confronti dei firmatari della mozione in quanto ci offrono l'opportunita' di sollevare lo sguardo dai problemi della quotidiana amministrazione ed aprirci alla riflessione su temi di piu' ampio respiro quale appunto quello della rappresentanza di genere nei consigli comunali.

Penso che tutti siamo d'accordo nell'affermare che anche nei consigli comunali la donna e' portatrice di sensibilita' diverse, non necessariamente migliori o peggiori, che integrano e completano quelle gia' ampiamente rappresentate dal mondo maschile.

La modifica della norma che ci viene proposto di sostenere, che in qualche modo condizione la preferenza dell'elettore, puo' pero' apparire come una limitazione della liberta' di espressione democratica nella scelta dei nostri rappresentanti come sancita dall'Art. 51. Costituzione. Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza

La domanda che pero' mi faccio e' se l'attuale disequilibrio nella rappresentanza di genere sia una conseguenza di una libera scelta dell'elettore, a fronte di una corretta informazione, uguale visibilita' e parita' di opportunita' o se sia piuttosto una preferenza viziata dal contesto in cui avviene l'espressione del voto.

Personalmente propendo per la seconda ipotesi e sono convinto che questo disequilibrio dipende anche dal contesto culturale e a cascata dall'organizzazione della societa' in cui viviamo.

Se e' cosi', significa che fino ad ora l'amministrazione pubblica, sovra-rappresentata dalla componente maschile, non ha saputo creare le condizioni per una reale parita' di opportunita' nell'accesso alle cariche pubbliche, probabilmente proprio in conseguenza della mancanza di sensibilita' verso temi che investono prevalentemente la sfera femminile, contravvenendo a quanto sancito dallo stesso articolo 51 della costituzione secondo il quale: la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunita' tra donne e uomini.

Per me quest'ultima affermazione dovrebbe trovare riscontro non tanto nella modifica della legge elettorale, come da molti sostenuto, bensi' nella redazione di un effettivo bilancio di genere, secondo il principio che l'allocazione e la distribuzione delle risorse pubbliche non e', sia esso nazionale, regionale o locale, e' un momento importante nel quale vengono operate le scelte piu' rilevanti rispetto alle azioni e all'adozione di misure che possono promuovere l'equita' di genere o al contrario generare discriminazioni e difficolta'.

Siccome ci si aspetta che la presenza delle donne in consiglio comunale possa orientare l'impiego delle risorse pubbliche in maniera tale da creare delle effettive pari opportunita' fra uomini e donne, ben venga anche questa norma che, se l'ipotesi fatta e' corretta, dovrebbe avere natura temporanea, restando efficace fintanto che non si sara' sviluppata la capacita' delle istituzioni di promuovere una cultura della parita' in tutti i settori della vita sociale del paese.

Un norma che del resto si e' rivelata particolarmente efficacie in quanto, laddove applicata ha portato in una sola tornata elettorale la rappresentanza femminile nei consigli comunale dall'11,2 al 27,9 %.

Claudio Ioriatti


Insieme per Pine' favorevole alla doppia rappresentanza di genere (testo della mozione)



MOZIONE 'Modifica alla legge provinciale 5 marzo 2003 n. 2, per introdurre la doppia preferenza di genere, al fine di promuovere l'accesso delle donne, attualmente sotto rappresentate, alle funzioni pubbliche e alle cariche elettive provinciali.-


Quest'anno il nostro paese celebra il 70esimo anniversario della prima volta in cui le donne italiane esercitarono il loro diritto di voto. Un diritto che fu il frutto di lunghe lotte condotte per buona parte del secolo scorso in Europa ed in Italia.

Il 2 giugno del 1946 milioni di donne in tutta la penisola si recarono ai seggi elettorali per esprimere la propria volonta' politica sul referendum 'Monarchia o Repubblica- e per eleggere l'Assemblea costituente. Le donne elette alla Costituente furono 21 su un totale di 556 deputati (il 3,7%).

A settant'anni da allora il cammino della parita' di genere, soprattutto in politica, e' ancora incompiuto, dato che l'Italia e' 71esima su 136 Paesi per numero di Deputate e Senatrici in Parlamento.

Purtroppo dobbiamo registrare un progressivo e crescente ritardo del nostro territorio in fatto di azioni concrete volte a riequilibrare la rappresentanza di genere nei luoghi della politica.

La provincia autonoma di Trento si colloca agli ultimi posti nelle classifiche nazionali che prendono in esame l'effettiva promozione e realizzazione delle pari opportunita' in politica: il Consiglio provinciale si compone per l'83% di uomini e le consigliere sono solo il 17% dell'assemblea e con una sola assessora in Giunta provinciale, siamo gli ultimi in classifica per la presenza di donne in organi di governo regionale.

L'unica norma provinciale ispirata ai principi di parita' di genere in materia elettorale e' stata introdotta nel 2008, con la legge provinciale n. 8/2008 che, con lo scopo di promuovere un minimo equilibrio di genere nella formazione delle candidature, ha previsto che il rapporto fra i generi nelle liste elettorali non possa essere inferiore a un terzo/ due terzi.

L'impatto concreto della norma, per quanto riguarda gli eletti in Consiglio provinciale e' stato decisamente modesto. Percentualmente la presenza femminile in Consiglio provinciale non ha mai superato il 17 per cento.

Appare chiaro quindi come operare solo sulla formazione delle liste non sia sufficiente.


Nelle prossime settimane il Consiglio provinciale discutera' una nuova legge elettorale, pertanto si ritiene importante far pervenire agli organi deputati un'ulteriore indicazione per promuovere il riequilibrio della rappresentanza di genere nelle Istituzioni, convinti che in questo modo sia possibile migliorare l'analisi dei problemi e l'individuazione di soluzioni a favore di tutta collettivita'.

Dal momento che la Regione Trentino Alto Adige e' l'unica in Italia a non essersi ancora dotata di una normativa elettorale comunale che preveda la doppia preferenza di genere per i comuni sopra i 5000 abitanti, e nella consapevolezza che il solo mutamento di una norma non basti a realizzare in modo immediato un cambiamento radicale e che sia necessario un impegno maggiore nei partiti, nelle associazioni e nei movimenti per valorizzare profili competenti e darvi l'effettivo sostegno,


il Consiglio comunale invita il Sindaco e la Giunta comunale


ad inviare la presente mozione al Presidente del Consiglio provinciale ed al Consiglio provinciale della Provincia Autonoma di Trento al fine di sollecitare il legislatore provinciale all'approvazione

entro il corrente anno delle necessarie modifiche alla legge elettorale provinciale 5 marzo 2003, n.2 per introdurre l'adozione della doppia preferenza di genere al fine di ottenere la presenza negli organi elettivi di uomini e donne in misura paritaria o quantomeno piu' vicina alla proporzione tra donne e uomini presenti nella societa' che gli organi elettivi devono rappresentare.


Loredana Giovannini, Giuliana Sighel, Mattia Giovannini

 

Post inserito da Claudio Ioriatti - Insieme per Pine

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